Il sottovuoto dalla Terra allo Spazio: conversazione con l’astronauta Maurizio Cheli

L’astronauta italiano racconta a Bimby® la sua esperienza nello spazio riguardo al cibo e non solo.

L’astronauta italiano Maurizio Cheli è stato ospite d’occasione a un evento aziendale nella sede di Bimby®  Italia. Bimby® Magazine ha colto l’occasione per una breve intervista sul cibo nello spazio, e non solo.

In Bimby® non facciamo che parlare di cibo (naturalmente!). E siamo curiosissimi di sapere: cosa si mangia nello spazio?

Innanzitutto nello spazio bisogna nutrirsi. Chi parte in missione è molto ben addestrato e, per quanto riguarda il cibo, c’è un rigido percorso da seguire. Nei mesi precedenti al lancio gli astronauti in addestramento invece che alla mensa della Nasa mangiano insieme in un particolare edificio dove sono serviti menù con 350 cibi diversi: l’obiettivo è stabilire circa 1 mese prima del lancio il proprio menu personalizzato per la missione.

Anche se a volte quando si arriva in orbita ed è ora di nutrirsi viene da chiedersi: “Ma dove stavo con la testa quando ho scelto questo!”. E si parte con il baratto, tu mi dai questo e io ti do questo, e via.

Certo gran parte del cibo è disponibile in versione liofilizzata ma per fortuna non solo.

Vuole dirci che c’è spazio per il Sottovuoto nello spazio!

In realtà lo spazio è un vero problema! Senza scherzi: in missione il sottovuoto è fondamentale perché ci consente di portare cibo integro. Ma lo è ancora di più a causa della scarsità di spazio a disposizione nella navicella: il cibo sottovuoto permette di contenere le dimensioni del cibo e conservarlo.

Per parlare invece con i piedi per terra…. la cottura sottovuoto sta prendendo sempre più spazio nelle cucine e nei menu degli chef stellati e sta piacendo tantissimo proprio grazie ai vantaggi legati alla conservazione.

Esatto. Nello spazio il cibo sottovuoto è utilizzato anche perché si conservano meglio le proprietà organolettiche. Ti dà quella carica che serve per affrontare le difficoltà.

E’ vero che ogni astronauta si porta nello spazio un cibo caro che gli ricorda le proprie origini?

Verissimo, la parola esatta è “il senso della casa”. Dopo una giornata intensa è bello ritrovarsi ed è importante anche dal punto di vista psicologico per riposare la mente. Io mi sono portato del Parmigiano!

E come si mangia nello spazio?

Nello spazio è difficile stare fermi a causa dell’assenza di peso. Ogni pacchetto con il cibo quotidiano è dotato di velcro e gli astronauti mangiano su un vassoio legato alla gamba – il velcro fa aderire le confezioni del cibo al vassoio.

Affascina tutti pensare a come si trascorre una giornata nello spazio, cosa detta il ritmo?

Lo detta un orologio che parte da 00:00 nel momento del decollo e tutta l’attività è pianificata a partire da quello. Inutile guardare fuori dalla navicella: ogni 90 minuti c’è un’alba e un tramonto, per 16 volte al giorno.

Si dice che dallo spazio è possibile vedere un altro orizzonte …

Vedere la Terra da un’altra prospettiva è un’esperienza incredibile: dalla stazione spaziale non si vede la Terra come una pallina come dalla Luna, ma la si vede comunque diversamente. Si vede la curva della Terra e la piccola striscia azzurra che è l’atmosfera. La chiave della vita sulla nostra Terra.

Sono partito con tre convinzioni: che la terra fosse scura, il cielo fosse azzurro e Zocca (la mia città, sì come Vasco) il centro del mondo. In orbita ho capito che la terra è blu, il cielo è nerissimo e Zocca non è il centro del mondo!

Ma dallo spazio si vedono anche in modo evidente i danni portati dai cambiamenti climatici. Visto che abbiamo parlato di cibo, pensiamo nella vita di tutti i giorni a come non sprecarlo e a consumare meno energia. Se può essere utile farlo con un robot da cucina e cuocendo a bassa temperatura, benvenuto Bimby®!

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