Appia antica: passeggiate e degustazioni di piatti tipici romani

Tra natura, archeologia e storia, al Parco dell’Appia Antica, vi sembrerà di essere lontani dalla città.

Una passeggiata al Parco dell’Appia Antica

Se state programmando una gita a Roma , avrete già preparato il vostro itinerario tra archi trionfali, fori e basiliche. Ad un certo punto, però, potrebbe venirvi il desiderio di un po’ di quiete, di luoghi silenziosi, poco affollati e di un pranzo in cui ogni portata abbia il tempo adeguato per essere assaporata come si deve.

La Città eterna offre anche questo. Basta decidere di riservare un giorno delle proprie vacanze romane al Parco dell’Appia Antica.

La vostra escursione può cominciare appena oltre le Terme di Caracalla, da Porta San Sebastiano, la porta più a sud delle mura aureliane. Lungo il tracciato della regina viarum – a piedi o in bici – ci si può inoltrare fino a una quindicina di chilometri nel verde dove scoprirete:

- La piccola chiesa del “Domine quo vadis”

- Le catacombe di S. Callisto e di S. Sebastiano

- Il Circo di Massenzio

- Il mausoleo di Cecilia Metella

- La Villa dei Quintili.

Costeggiando boschi di roverelle e sughere, tra olivi, mandorli, macchie di rovi e di lentisco, arbusti come il biancospino e il pruno selvatico, si pedala, si cammina, ci si ferma ad ammirare il riposante paesaggio ondulato.

Cosa Mangiare

Quando poi viene l’ora di mangiare, lungo tutta l’Appia Antica si trovano diversi punti di ristoro, che offrono piatti della cucina tipica romana.


Cominciamo dai primi piatti. I più celebri sono la:


- La pasta alla carbonara, con uova, guanciale e pecorino

- I bucatini all’amatriciana, dove guanciale e pecorino si mescolano a un sugo di pomodoro e peperoncino.

- Gli spaghetti cacio e pepe

- Gli gnocchi alla romana

- I tonnarelli alla gricia. Questi ultimi a cottura quasi ultimata, vanno saltati in padella e il condimento di cipolla, guanciale, pecorino, strutto e pepe arriva nel piatto non solo saporito, ma anche croccante.

Se, invece, volete rifocillarvi con uno spuntino veloce, la classica bruschetta alla romana offrirà una sostanziosa merenda. Si prepara velocemente con fette di pane casereccio tostate e insaporite da olio, aglio e verdure aromatiche a piacere come i pomodorini e il finocchietto selvatico.

Proseguiamo con i secondi; ecco quello che dovete assolutamente assaggiare:

- il baccalà fritto in pastella

- la trippa alla romana, dove l’ingrediente più povero si trasforma in prelibatezza anche grazie a una sfumatura di vino bianco e a qualche foglia di menta fresca.

- la coda alla vaccinara, la ricetta simbolo della cucina romana, che vede la coda di bue rosolata, speziata e stufata fino a intenerirsi al punto giusto.

- i saltimbocca, fettine di vitello con prosciutto e salvia, il pollo coi peperoni

- i carciofi alla giudia, semplice ricetta della tradizione ebraica.

In ogni caso, si tratta di piatti che necessitano di tempo, per essere preparati, e gustati, un lusso che qualche volta bisogna prendersi, a Roma; nel Parco dell’Appia Antica, si può.

 

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