Rieti: cosa vedere e cosa mangiare

Incastonata nel mezzo di una pianura verdeggiante e ricchissima d’acqua, alle falde del Monte Terminillo, Rieti sorge sopraelevata sulla cima di un piccolo colle, nel centro del Lazio a poca distanza dalla Capitale. Conosciuta anche come “l’ombelico d’Italia” per la sua posizione geografica, è proprio la sua posizione che l’ha condotta nel corso della storia ad essere una terra di importanza strategica abitata fin dai primi secoli.

La sua antica storia le regala un fascino particolare rendendola meta di tanti turisti. Tra le sue attrazioni non mancano monumenti, musei, palazzi ma anche tanta natura. Ecco quindi la Top Ten delle cose da vedere da Rieti e dintorni:

1) La Cattedrale di Santa Maria Assunta

Consacrata nel 1157, questa chiesa di origine romanica con il suo campanile innalzato nel XIII secolo, racconta un periodo prospero e molto importante per la città.

2) Piazza San Rufo

In questa piccola piazza che si trova nel cuore del centro storico di Rieti, nel punto più alto della città, si può ammirare una lapide e il monumento che celebra Rieti come “Umbilicus Italiae”.

3) Palazzo Vecchiarelli

In stile rinascimentale con segni barocchi, è forse il più elegante palazzo della città, simbolo della vita signorile dell’epoca animata da sontuosi banchetti

4) Rieti Sotterranea

Un percorso che chi ama la storia e il mistero non può perdersi. Davvero suggestivo camminare tra le rovine della antica città romana. Tra le varie attrazioni ben conservato il viadotto costruito per evitare l’impaludamento dell’importante via Salaria che oggi si trova sotto una delle via più vivaci della città.

5) Museo Archeologico dei Sabini

Un museo che racconta la storia e la cultura del popolo che abitò queste terre prima della conquista romana.

6) Cinta Muraria

Questa cinta muraria risale all’epoca medievale, ed è formata da porte e torri quadrate e semicircolari. La sua particolarità è che sia arrivata fino a noi, esattamente nella sua forma originaria conservando le tracce di tutte le epoche che la città ha vissuto.

7) Monte Terminillo

Nei pressi della città si erge questo monte dal forte valore paesaggistico. Nella stagione invernale regala divertenti piste da sci, mentre nelle altre stagioni si lascia ammirare per la sua natura rigogliosa. Di grande rilevanza anche i suoi pascoli, le cui greggi producono alcune delle eccellenze gastronomiche locali.

8) Valle Santa Reatina

San Francesco amò profondamente la Valle Reatina. Camminando sulle sue orme, tra boschi di faggi e limpidi corsi d’acqua si incontrano i quattro santuari di questa valle amata da tanti viaggiatori e pellegrini.

9) Riserva Naturale di Nazzano, Tevere-Farfa

E’ stata la prima area naturalistica protetta istituita nel Lazio. Vi si può ammirare una grande varietà di uccelli e piante.

10) Poggio Bustone

Poco distante da Rieti, si trova il suggestivo borgo di Poggio Bustone conosciuto per aver dato i natali a Lucio Battisti e per ospitare uno dei santuari francescani della Valle Santa.

Rieti a tavola

La storia di Rieti è altrettanto antica in ambito culinario. Fin dai tempi antichi i prodotti gastronomici d’eccellenza nati da questa terra hanno ispirato ricette e preparazioni giunte fino a nostri giorni. L’olio Sabina Dop, millenario extravergine dal sapore fruttato e aromatico, ha reso e rende speciali anche ricette rustiche e poverissime come la stracciatella - uova battute in brodo di carne o di gallina - o il pollo alla diavola – pollo appiattito, cosparso di peperoncino e rosolato.
Antichi e tradizionali, creati con ingredienti locali, sono tanti piatti a base di legumi e di cereali, come la pasta e fagioli borbontini o come il farro al tartufo di Leonessa. Un posto di rilevanza hanno i salumi e i formaggi locali dei pascoli dei Terminillo e i primi piatti fatti a mano: con solo acqua e farina nascono fregnacce, strengozzi, falloni, sagne e molto altro.
Ultimi, non certo per importanza, nel panorama della tradizione reatina gli spaghetti alla Griscia, la base da cui è stata creata la più famosa pasta all’amatriciana, quando, dopo la scoperta delle Americhe, al guanciale, al pecorino e al pepe nero si aggiunsero pomodoro e peperoncino.

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