Alla scoperta dei sapori e delle spiagge di Albenga

Importante centro della Riviera di Ponente, Albenga sorge di fronte al mare, affacciata sulla costa, nella più grande area pianeggiante della Liguria.

Vanta una storia antica e ricca di leggende che risale ai tempi dei romani, in cui era conosciuta come Albium Ingaunum e abitata degli Ingauni. Molte delle storie che si tramandano vedono come protagonista la benevolenza del patrono della città, san Michele Arcangelo, capace di proteggere il territorio dalle minacce che si presentavano. Tra i racconti più fantasiosi ricordiamo quello che narra di un tempo in cui un micidiale serpente spaventava, lungo la via che da Albenga porta ad Alassio, viandanti e mercanti. La popolazione per risolvere il problema decise di chiedere l’intervento del patrono san Michele organizzando una processione a cui tutti i cittadini presero parte. Quella stessa notte l’arcangelo scagliò un dardo dal cielo e il serpente fu ritrovato bell’e stecchito sul ciglio della strada.

Tornando al presente, Albenga è oggi una meta da tenere in considerazione per godersi il mare e la natura e allo stesso tempo girovagare alla scoperta delle sue bellezze storiche, artistiche e culinarie.
A seguire le 10 cose assolutamente da vedere consigliate da Bimby®:

1) Il centro storico

Albenga ha l’appellativo di “Città delle venti torri rosse”, molte sono campanili e altre appartengono a palazzi nobiliari. Il suo centro storico è il meglio conservato della Liguria occidentale. Le costruzioni medievali, sorgono infatti sulla pianta del nucleo romano, con case addossate e le famose torri dai tetti rossi.

2) Cattedrale di San Michele Arcangelo

La Cattedrale, dedicata al patrono della città, si apre sull’omonima piazza, cuore della città antica. La facciata, priva di un definitivo rifacimento, offre una lettura delle varie modifiche apportate all’edificio in epoche diverse. Dalla chiesa romanica ad una sola navata, visibile nella parte bassa e centrale, separata dal campanile, ad un successivo ampliamento in stile gotico con l’aggiunta delle navate laterali e l’inglobamento del campanile.

3) Palazzo e Torre della Lengueglia Costa

Questa torre è probabilmente la più antica di Albenga – risale al XII secolo, ed è ancor oggi abitata; conserva intatta la struttura in conci di pietra fino all’altezza di dieci metri, con bella porta falcata al pianterreno e, al primo piano, una feritoia su ciascun lato; la parte superiore in mattoni giunge fino all’altezza dei tetti.

4) Chiesa di Santa Maria in Fontibus

E’ uno degli edifici cattolici più importanti del centro storico cittadino. La sua realizzazione si deve probabilmente ai monaci Benedettini, che nel 1098 realizzarono una prima chiesa, in una zona di fonti dalle caratteristiche miracolose, che giustificherebbero così la denominazione della chiesa, ma l'edificio attualmente visibile è frutto di lavori successivi apportati fino al primo Novecento.

5) Palazzo Vecchio e Torre Civica

È la sede dell’antico Comune medioevale, oggi ospita la sede del Museo Civico. Presenta sul lato la Torre Civica che all’ultimo piano ospita il "campanone" che per secoli ha suonato e suona tutt’ora, alle ore 8 del mattino, per annunziare le adunanze del Consiglio Comunale. Dall’alto della Torre si gode di una straordinaria vista sul centro storico, dalla piana sino al mare.

6) Battistero

Antichissimo edificio paleocristiano, edificato nel V sec. d.C., conserva all’interno una fonte battesimale e un mosaico del VI secolo denso di simboli cristiani. Fino al 1950, il monumento era inglobato in un edificio pubblico comprendente anche il vicino Palazzo Vecchio, oggi però a seguito di lavori si presenta più simile a come era in origine.

7) Isola di Gallinara

Situata a poco più di un chilometro dalla costa, proprio di fronte Albenga, l'Isola Gallinara è una piccola isola ligure, il cui nome, è dato dalla storica presenza di galline selvatiche. Presso le acque antistanti l'isola, si trovano relitti di navi, armi e ordigni bellici, che è possibile ammirare con immersioni fino a circa 30 metri di profondità.

8) Il Santuario di Nostra Signora di Pontelungo

È uno dei luoghi di culto cattolico più conosciuti della città. Il suo nome deriva da quello del Ponte Lungo, un antico ponte di epoca romana, ancora oggi in buono stato di conservazione.
Questo luogo viene ricordato dalle credenze popolari per un fatto miracoloso avvenuto il 2 luglio 1637, quando un bagliore "divino" allontanò gli invasori saraceni, dopo che avevano devastato la vicina città di Ceriale.

9) Spiagge e mare

Un chilometro e mezzo di spiagge ricche di ogni comfort e un mare cristallino caratterizzano la costa. La sabbia è fine mista ghiaia. La parte più bella è quella nei pressi della foce del fiume Centa, con vista sull’isola di Gallinara.

10) Museo navale romano

È una delle collezioni museali più importanti della città ligure, ospitata nelle stanze del centralissimo Palazzo Peloso Cepolla. Di particolare importanza sono gli oggetti, le anfore e l’oggettistica navale varia portate alla luce da una nave romana del I secolo avanti Cristo, ritrovata nel mare antistante Albenga nel 1950.

La cucina ad Albenga

La cucina locale si avvale per la preparazione dei suoi piatti della gran varietà di ottima frutta e verdura che regala il territorio e del buon pesce che il mare offre. Tra i prodotti ortofrutticoli più tipici vanno ricordati: le zucche trombette, zucchine, anche se il nome può ingannare, dolci, lunghe fino a un metro e che si possono consumare anche quando sono ancora verdi; il pomodoro cuore di bue, l’asparago violetto e i famosi carciofi di Albenga; ma anche tante erbe aromatiche, olive taggiasche e olio di prima qualità. Oltre ad apprezzare il mare e le bellezze della città, assicurati di gustare le più importanti preparazioni del luogo quali le alici marinate, i gamberi al vapore con patate e fagiolini, lo sformato di salmone e zucchine (trombette e non), il cappon magro - un’impalcatura di pesci, verdure, gamberi e mitili conditi con salsa verde, e il brandacujun, un composto denso a base di patate, baccalà e aromi, da accompagnare al pane abbrustolito.

Ultimi, ma non per importanza, piatti antichi diventati veri e propri simboli della cultura locale: la buridda, una zuppa di pesce che da queste parti si fa con lo stoccafisso e le olive taggiasche e la sardenaira, molto simile alla pissaladière, la focaccia con olive di Nizza, erbe aromatiche e pasta d’acciughe importata alla fine del ‘400 dalla vicina Provenza. Qui nel Ponente, però, preparata con le olive taggiasche e le acciughe a pezzi.

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