Oggi parliamo di kiwi

Origini, coltivazione, varietà, benefici e utilizzo in cucina

In tutte le sue varietà, la sua polpa tenera, succosa, dal sapore contrastante dolce-aspro viene consumata fresca, addolcita con miele o zucchero, nelle macedonie, ma anche per preparazioni di composte, confetture, sciroppi e succhi.
A fette sottili decora con eleganza torte, dessert ma anche antipasti.
Oggi, parliamo del kiwi! 

Benefici, varietà e impiego in cucina del kiwi

Dal punto di vista nutrizionale: 

  • Il kiwi appartiene alla classe dei frutti antiossidanti e, allo stesso modo del limone, impedisce ai frutti a cui si accompagna di annerire rapidamente;
  • Vanta una quantità di vitamina C superiore a quella degli agrumi: per queste caratteristiche aiuta l’organismo a incrementare le sue difese naturali;
  • Protegge le pareti vascolari e favorisce l’assorbimento del ferro a livello intestinale: 100 g di kiwi (circa 1 kiwi e mezzo) ne garantiscono l’intero fabbisogno giornaliero.
Le varietà coltivate sono diverse: 
  • La più comune e conosciuta è la varietà di kiwi Hayward, di buona pezzatura e di forma ovoidale: da novembre a giugno, lo troviamo fresco sul mercato, nella sua inconfondibile buccia marrone ricoperta di peluria, incantevole una volta aperto con la sua polpa verde giada e il suo cuore candido circondato da una corona di minuscoli semi neri; 
  • La varietà Bravo, meno nota e conosciuta, presenta la caratteristica di avere frutti dalla forma più allungata; 
  • La Gold, varietà neonata, selezionata negli anni Novanta, con buccia liscia e color oro. La sua polpa, sempre morbida e succosa, ha un retrogusto che ricorda altri frutti, dal melone al mango al limone e la banana.

Il Kiwi: origini e coltivazione

Prende il nome dall’uccello simbolo della Nuova Zelanda, il kiwi appunto, tanto che molti pensano sia originario di questa terra. Il suo vero nome è invece Actinidia, una pianta originaria della Cina, con rami rampicanti molto decorativi.

La ragione di tale equivoco è presto spiegata: benché importata in Europa già nell’Ottocento, la pianta non trovò molti estimatori nel Vecchio Continente, mentre i suoi frutti ebbero grande successo in Nuova Zelanda fin dai primi del XX secolo, dove cominciarono ad essere prodotti su vasta scala e poi esportati in tutto il mondo. 

Si sa che i gusti poi cambiano, ed ecco che, il frutto disdegnato dagli europei un secolo prima, trova proprio in Italia il luogo privilegiato di coltivazione.
Il nostro Paese ha infatti oggi il primato mondiale per la produzione dei kiwi, soprattutto nella varietà Hayward che ne costituisce il 95%.
Resistente anche alle temperature invernali, il kiwi viene coltivato da nord a sud. 

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